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Mi dispiace davvero tantissimo!
Camilla



Rumore Nero: un inno alla libertà di espressione

23 ottobre 2011
I Bastard raccontano in un'intervista al quotidiano L'Adige, Rumore Nero:



trascrizione by vi 

Una cover dei Beatles nell’album in uscita a novembre che verrà venduto anche nelle edicole
UN INNO ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
I BSOD spiegano il significato del singolo Rumore Nero che apre la strada al cd
Fabio De Santi
Pergine – Tempo di “Rumore Nero” per i BSOD che stanno affilando le chitarre per lanciare il nuovo album “Per non fermarsi mai” (l’uscitA a metà novembre).
L’antipasto è un singolo che, come ci racconta MV, chitarrista della band, è forse il pezzo più orecchiabile fra queli del cd. In rete, intanto, i Bastard puntano sul video lanciato dal mensile “Rolling Stone” un filmato di una trentina di minuti che M, J e F hanno girato a quota duemila in Panarotta, ed è visibile anche sul nostro sito http://www.ladige.it

Iniziamo dal singolo: come mai la scelta è caduta su “Rumore Nero”?

“Eravamo indecisi fra un paio di canzoni. Alla fine è stato scelto “Rumore Nero” perché ha un ritornello abbastanza orecchiabile e crediamo che sia più radiofonico rispetto agli altri brani. La parte strumentale è abbastanza dura, ma il fatto che sia armonizzato a tre voci aiuta a rendere più morbido il sound”.

Come descriveresti questa canzone?

“Il brano, all’inizio, presenta un riff semplice ma incalzante, la strofa è più vuota e lancia il ritornello armonizzato. Segue un crescendo di accordi. Lo stile è un po’ diverso dal classico Bastard, forse perché la velocità del metronomo di quasi tutti i prezzi è minore rispetto agli album precedenti. Quindi ci sono meno cose e, crediamo fatte meglio. C’è più tempo per capire e percepire le sfumature. Al primo ascolto arriva molto semplice, ma a livello armonico c’è sotto un bel lavoro.

E il titolo?

“Abbiamo unito l’assonanza fra “rumore vero” e “umore nero” e ne è uscito “Rumore Nero”. Il brano è ironico, parla delle difficoltà di convivenza tra una band “pesante” ed il vicino lamentoso.. In realtà vuole essere in qualche modo un inno alla libertà di espressione. Ci sono persone che non sopportano nemmeno il canto del gallo, altre apprezzano il rombo di una Ferrari… e non è una questione solo di decibel. Fare rumore significa in qualche modo voler “farsi sentire”, che si tratti di rabbia o di poesia”.

Come mai tanto tempo per scegliere l’etichetta giusta?

“In questi ultimi mesi ci sono state diverse trattative. Fino ad un mese fa la scelta era indirizzata verso una major, ma all’ultimo momento abbiamo optato per Universo Media Group che si occuperà anche della parte promozionale. Abbiamo una certa indipendenza a livello artistico e siamo appoggiati da una grossa azienda per la distribuzione. Universo utilizzerà anche “nuovi” canali di vendita per incrementare la visibilità del prodotto: sarà presente nelle grandi catene ma anche nelle edicole”.

Fra i pezzi del cd anche una cover dei Beatles.

“La cover dei Beatles non doveva comparire nell’album. Si tratta di “Tomorrow Never Knows” per noi uno dei più bei pezzi dei Fab4, anche per l’avanguardia sperimentale che azzardava nel 1966. L’inverno scorso ci è venuto lo sfizio di registrarla per conto nostro, solo per averla. Abbiamo passato tutta la notte a fare riprese di ogni genere, compreso piano, mellotron, take di chitarra e rovesciati, cucchiaini e arpe tirolesi, moog e altri strumenti. Al mattino avevamo un buon pezzo(ovvio, è dei Beatles!) ed eravamo soprattutto molto contenti dell’arrangiamento un po’ pazzo. Un paio di mesi più tardi Gianluca Vaccaro, terminato il mixaggio del disco, ha sentito la cover e ha voluto assolutamente inserirla nella tracklist”. 
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